Monumento Naturale Valle delle Cannuccete

"Un bosco nel cuore del complesso montuoso dei Monti Prenestini che cresce indisturbato da secoli. Un sistema di sorgenti conosciuto ed utilizzato sin da epoca romana che restituisce al paesaggio un aspetto bucolico. Un corso d'acqua dall'aspetto primordiale grazie alle tante varietà di felci che crescono rigogliose sulle sue sponde. Un piccolo paradiso naturale: così appaiono questi 20 ettari di terra dove trionfano roverelle, cerri, carpini, tigli ed aceri dalle forme e dimensioni straordinarie."

L'Area Protetta
  • Gestore: Comune di Castel San Pietro Romano
  • Sede: Via Vittorio Venento - 00030 Castel S. Pietro (RM)
  • Tel: 06/9538481
  • Fax: 06/9538481
  • Email: comunedicastelsanpiet1@tin.it
  • Provincia: Roma
  • Superficie: 20 ettari
  • Istituzione: 1995
Il bosco della valle delle Cannuccete è stato fin dai primi anni ottanta uno dei luoghi per la cui salvaguardia si sono maggiormente battute le associazioni ambientaliste locali ed i cittadini del comprensorio. Rimasto inopinatamente fuori dal censimento delle aree di rilevante valore naturalistico della Regione Lazio, condotto nei primi anni '70, questo splendito e secolare bosco misto, impiantato su un campo sorgentizio che fin dall'antichità rifornì di acqua la popolazione di Preneste, ha potuto contare sulla volontà di chi, localmente, ne conosceva ed apprezzava il valore.
Dopo alterne vicende, nel novembre del 1995 il Presidente della Giunta Regionale del Lazio, lo ha dichiarato Monumento Naturale. Un'area protetta limitata ma essenziale ai fini della conservazione del patrimonio naturale dei monti prenestini.

Ambiente

Il monumento naturale comprende un'area costituita da rocce sedimentarie di origine marina, calcari e calcari-marmosi, su cui si sono disposti, con discontinuità areale, prodotti vulcanici attribuibili al Vulcano Laziale.

La Valle delle Cannuccete conserva un lembo di bosco che ha conosciuto pochissime alterazioni da parte dell'uomo, attorno ad un sistema di sorgenti conosciuto ed utilizzato sin da epoca romana.

Il bosco è costituito da roverelle, cerri, carpini, tigli ed aceri, con esemplari di forme e dimensioni notevoli: tra questi anche una roverella che localmente viene chiamata "Quercia di Pierluigi da Palestrina", dal famoso musicista che sembra traesse ristoro ed ispirazione dalla sua ombra, ed una gigantesca farnia al limitare del bosco.

Un corso d'acqua fornisce sufficiente umidità all'ambiente e permette la crescita anche di specie igrofile e di un notevole numero di felci. E' presente nel bosco, per il particolare microclima, anche il faggio.

La fauna e rappresentata soprattutto da uccelli tipici degli ambienti boschivi, come il picchio verde, il picchio rosso maggiore, 1'upupa, il picchio muratore, e da rapaci notturni come il barbagianni e la civetta. Lo scoiattolo meridionale, il moscardino, il ghiro e 1'arvicola riempiono di vita le fitte ramificazioni. Accanto al fosso, tra le foglie della lingua cervina, sui massi coperti di muschi e licheni, si trova la piccola salamandrina dagli occhiali.