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L'edificio, a tre piani con un piano interrato, presenta una facciata a bugnato nel primo ordine fino all'altezza del piano nobile e liscia nella parte superiore. Le numerose finestre presentano una profilatura lineare in pietra con lievi aggetti, quelle del piano nobile sono sormontate da cimase rettilinee.
Nella parte centrale si apre il portone con lo stemma Mocci in alto, mentre due mensole poste sopra gli stipiti sorreggono il balcone. Ai lati, in armoniosa specularità si aprono due arcate con profilatura in pietra a bugne. Gli spigoli laterali sono sottolineati fino alla cornice marcapiano da una bugnatura liscia più evidente e nell'ordine superiore da lesene con basi e capitelli lisci. |
Palazzo Mocci |
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Palazzo Mocci |
Il Palazzo venne edificato contemporaneamente alla nuova Chiesa di San Pietro Apostolo intorno al 1732 e con ogni probabilità dallo stesso architetto Nicola Michetti. Esso appare accanto alla Chiesa nell'incisione che fu realizzata da Giuseppe Vasi per la Camera Apostolica nel XVIII secolo.
Cesare Stefano Mocci, avvocato, Uditore pontificio, era legato da profonda amicizia al cardinale Lorenzo Corsini. Quando questi divenne papa, con il nome di Clemente XII nel 1730, il Mocci venne nominato Luogotenente Criminale dell'Uditore della Camera e Giudice dei Palazzi Apostolici. Il suo potere crebbe enormemente, tanto da ottenere dal papa il finanziamento per la ricostruzione della Chiesa, della quale sicuramente sorvegliò i lavori, e di poter edificare con gli stessi fondi il proprio Palazzo, simbolo del suo prestigio a Castel San Pietro Romano. Si tratta di una costruzione di una sobria eleganza, pur nella semplicità dei materiali adoperati, in linea con l'architettura civile romana di quel periodo. |