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Fontanile del Fossatello |
Dalla chiesetta di S. Maria dirigersi sulla strada per Castel San Pietro Romano, l'itinerario inizia dopo circa 100 mt. scendendo a destra della "Fontana Nova". Percorsa la strada per circa 200 mt. si arriva al fontanile del Fossatello.
A valle di questo, nell'omonimo fosso, si possono osservare i resti di un'antica opera di captazione sotterranea probabilmente, a giudicare dalla quota e dalla direzione, da connettere con la forma di un antico acquedotto romano che, circa 500 mt. più a valle, si rinviene in superficie, sulla mezzacosta del fianco occidentale del monte, costruito in opera cementizia.
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Dopo circa 200 mt. si giunge nella valle del Formale, il nome gli deriva da un'antica opera di captazione sotterranea, che ritroviamo poco più avanti scendendo per una piccola deviazione a destra, ed utilizzato in tempi recentissimi dal comune per il suo approvvigionamento idrico fino a pochi anni orsono (per la visita rivolgersi al comune).
In corrispondenza di detta deviazione, si può osservare sulla parete del monte Ginestro (e su Monte Li Sicchi) il passaggio di una grande faglia che divide in due facies tutto il territorio prenestino, evidenziata dagli strati di rocce sub-verticali. Proseguendo ancora per 600 mt. sulla comoda carrareccia che costeggia il fianco settentrionale del monte Ginestro si raggiunge la strada provinciale Palestrina - Capranica Prenestina in prossimità di un isolato muro in opera poligonale, forse i resti di un'antica torretta di avvistamento considerando la posizione strategica dell'impianto. |
Il ruscello del Formale |
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Il ruscello del Formale |
Risalita la strada provinciale per 150 mt., si possono osservare sul margine destro della carreggiata i resti dello speco di un antico acquedotto in opera cementizia con ancora evidenti le incrostazioni di calcare lasciato dallo scorrere delle acque. Sull'altro lato della strada, un sentiero ci immette nel boschetto di lecci dei "Frainili" ove si rinvengono, ai margini del sentiero, altri resti di questo acquedotto, con direzione al tempio della Fortuna Praeneste.
Superato il piccolo fosso, al margine del bosco, si risale una stradina asfaltata che conduce nell'area soprastante al quartiere degli "Scacciati" di Palestrina, contenuto nell'espansione edilizia dalle imponenti mura poligonali (lato settentrionale) di Praeneste.
Il varco nelle mura ci immette a sinistra nella via della Costa che qui prosegue per 800 mt. |
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In una tortuosa ma comoda risalita fino al paese di Castel San Pietro Romano. La via della costa permetteva anticamente il collegamento fra la città di Praeneste e la sua acropoli, sull'esempio delle antiche polis Greche. La dolce ecclività e l'ampia larghezza della sede stradale, adattata con imponenti opere al versante montano; il continuo ribaltamento, salendo, dell'angolo di visuale sul vasto paesaggio sottostante ne suggeriscono un uso professionale-religioso.
Ancora oggi, nonostante la disordinata e polverizzata espansione edilizia su tutto il territorio sottostante e le anacronistiche manomissioni moderne ne abbiano parzialmente compromesso l'antico significato evocativo, salendo il monte per questa via, si riceve ancora, una grande suggestione. A circa metà salita un piccolo sentiero a destra conduce dopo circa m.30 ad una grotta naturale denominata "Rumice" dove si tramanda che tre donne eremite: Irundine, Romola e Redenta la scelsero come dimora nel corso del VI secolo.
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Mura poligonali |
Il sentiero, rettilineo nell'ultimo tratto, affianca le mura poligonali sino all'anello che racchiude l'antica arx in prossimità di un'antica porta ad ogiva grossolanamente rinchiusa ed ancora visibile dal caratteristico taglio dell'apertura. Qui, le imponenti mura arcaiche con aggiunti i torrioni e le parziali sopraelevazioni medievali ci danno un'idea, seppure approssimativa, della grandiosità dell'intero complesso urbanistico dell'antica città di Praeneste.
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Merita infine una visita il pittoresco centro storico, con le caratteristiche piazzette pavimentate con bianchi calcari, la chiesa di San Pietro Apostolo restaurata nel 1732 sui resti di un convento del 1200, utilizzando probabilmente il sito di una costruzione più antica.
Il centro visita vicino alla chiesa è in fase di allestimento e la Rocca dei Colonna ricostruita dopo la distruzione del Vitelleschi nel 1438 è stata recentemente restaurata. Diverse sono le possibilità per scendere alla base dello Sperone roccioso dove è innalzata la rocca; qui possiamo dire concluso l'itinerario perché una lunga stradina gradinata in discesa ci riporta esattamente al punto di partenza.
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Piazzetta caratteristica del paese |